Due giovani ricercatori genovesi tra i migliori under 35 d’Italia: Giorgia Ailuno e Lorenzo Brocada finalisti al Premio GiovedìScienza

La ricercatrice del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Genova lavora su nanoparticelle per colpire il glioblastoma, mentre il geografo studia l’evoluzione del paesaggio italiano tra fonti storiche e strumenti digitali

Ci sono anche due genovesi tra i dieci finalisti della quindicesima edizione del Premio GiovedìScienza, il riconoscimento dedicato alle migliori ricercatrici e ai migliori ricercatori under 35 delle università italiane. Si tratta di Giorgia Ailuno, classe 1993, ricercatrice al Dipartimento di Farmacia dell’Università di Genova, e Lorenzo Brocada, classe 1995, geografo dell’Università di Genova con dottorato all’Università di Sassari. Entrambi porteranno alla finale del 28 maggio due progetti molto diversi, ma accomunati dalla capacità di leggere il presente con strumenti scientifici innovativi.

Il Premio GiovedìScienza, promosso dall’Associazione CentroScienza Onlus, non valuta soltanto il valore scientifico delle ricerche, ma anche la capacità di raccontarle al pubblico in modo chiaro, accessibile e rigoroso. È questo il tratto distintivo della competizione: sostenere concretamente il lavoro dei giovani ricercatori e, allo stesso tempo, promuovere una divulgazione scientifica capace di uscire dai laboratori, dalle aule universitarie e dalle riviste specialistiche per dialogare con la società.

Giorgia Ailuno ha presentato un progetto nell’ambito della terapia oncologica, dedicato allo sviluppo di nanoparticelle bio-mimetiche per il trattamento mirato del glioblastoma, una delle forme più aggressive e complesse di tumore cerebrale. La ricerca studia particelle ispirate alle vescicole extracellulari prodotte naturalmente dalle cellule, progettate per trasportare farmaci direttamente al tessuto tumorale. L’obiettivo è colpire in modo più preciso la malattia, riducendo l’impatto sui tessuti sani e aumentando l’efficacia delle terapie.
Il lavoro di Lorenzo Brocada si muove invece tra geografia, storia del paesaggio e tecnologie digitali. Il suo progetto, “Envisioning Landscapes”, ricostruisce l’evoluzione del paesaggio italiano attraverso diari di viaggio, vedute pittoriche, fotografie storiche e strumenti digitali di analisi territoriale. La ricerca consente di osservare il rapporto tra comunità, ambiente e territorio nel corso dei secoli e porta lo sguardo anche su temi attualissimi come cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, turismo ed evoluzione delle coltivazioni mediterranee.
La presenza di due finalisti legati all’Università di Genova conferma la qualità della ricerca prodotta dall’ateneo in ambiti molto distanti tra loro: da una parte la medicina di precisione applicata all’oncologia, dall’altra lo studio del territorio come archivio vivente di trasformazioni ambientali, sociali e culturali. Due percorsi che mostrano come la ricerca giovane possa incidere su questioni decisive: la cura delle malattie più difficili e la comprensione dei cambiamenti che attraversano i paesaggi in cui viviamo.
L’edizione 2026 del Premio ha raccolto cento candidature, presentate da 64 ricercatrici e 36 ricercatori provenienti da 14 regioni italiane e valutate da 127 referee. In quindici anni il Premio GiovedìScienza ha esaminato oltre 950 candidature, con la partecipazione di 525 ricercatrici e 431 ricercatori under 35, coinvolgendo anche più di 1.500 studenti e studentesse nella giuria popolare.
I dieci finalisti accederanno ora alla fase conclusiva, durante la quale presenteranno le proprie ricerche in forma divulgativa davanti a una giuria tecnica composta da esperti della comunicazione scientifica e a una giuria popolare formata da studenti e studentesse. Il giudizio terrà conto non solo della solidità scientifica dei progetti, ma anche dell’efficacia con cui i candidati sapranno renderli comprensibili e coinvolgenti.
Il premio principale, del valore di 5 mila euro, sarà assegnato al miglior contributo divulgativo e offrirà al vincitore la possibilità di presentare la propria ricerca al pubblico di GiovedìScienza con una conferenza dedicata nell’edizione 2026-2027. Accanto al riconoscimento principale saranno attribuiti anche altri premi: il Premio speciale Elena Benaduce, assegnato dalla giuria popolare a ricerche con ricadute sul benessere delle persone e sulla qualità della vita; il Premio GiovedìScienza Futuro, dedicato al miglior studio di fattibilità; e il Premio Impresa sostenibile e digitale, rivolto ai progetti legati a sostenibilità e digitalizzazione.
La finale è in programma giovedì 28 maggio nella Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze di Torino. Sarà il momento conclusivo di un percorso che mette al centro una generazione di ricercatrici e ricercatori chiamata non solo a produrre conoscenza, ma anche a comunicarla. Dalla terapia oncologica allo studio del paesaggio, dalla medicina alla sostenibilità, la sfida è la stessa: trasformare la ricerca in uno strumento capace di aiutare la società a comprendere meglio il presente e a costruire il futuro.
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